Teologia e storia della teologia

Forse sarà possibile essere un ottimo fisico senza sapere nulla a proposito della
storia della fisica e dei suoi vari legami con la storia culturale. Non sembra,
infatti, che ci sia un legame intrinseco tra la teoria fisica in quanto tale e la storia
della fisica. Anzi, c’è perfino il rischio, per chi frequenta troppo la Fisica di
Aristotele, di faticare poi ad entrare nei misteri della fisica quantistica… Invece,
sarà estremamente difficile essere un buon teologo senza sapere nulla della storia
della teologia. P. Marie-Dominique Chenu era arrivato fino a affermare: «la storia
della teologia è interna alla teologia». Non mi spingerò a tanto perché, sul piano
epistemologico, mi sembra che la storia della teologia non sia una parte della
teologia e debba essere distinta formalmente dalla teologia in quanto tale. La
prova è che niente impedisce che la storia della teologia sia praticata anche con
grande competenza e professionalità da chi non ha la fede teologale, mentre la fede
è strutturalmente richiesta per fare teologia. In effetti, la teologia, quale intellectus
fidei
, non è “scienza religiosa”. Il proprio oggetto non è un testo, una storia, un
comportamento religioso, in breve una realtà creata, ma Dio stesso. Non si tratta
di studiare i discorsi che vertono su Dio ma la verità di Dio stesso, aiutandosi
certo con i discorsi su Dio. Dobbiamo quindi dire, più modestamente (ma è già
tanto), sempre con Chenu, che «la storia della teologia nutre la teologia».3 Ora,
questa simbiosi vitale tra teologia e storia della teologia sta nel cuore dell’opera
intellettuale del prof. Josep-Ignasi Saranyana e del suo contributo al pensiero
cristiano contemporaneo.

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