Il ministero del confessionale tra disponibilità e obbligatorietà della testimonianza della misericordia divina

La supposta “crisi della penitenza” è un problema di catechesi e di vita di fede che
coinvolge anche il costume e lo stile clericale. Il collegamento del ministro con la
sede penitenziale (purtroppo largamente trascurato) facilita la preparazione e la
discrezione e richiede attenzione e pazienza. Analizzando l’origine, il contenuto
e gli sviluppi normativi (m. p. Misericordia Dei) del disposto del can. 986, lo
studio esamina l’estensione della disponibilità richiesta per l’amministrazione
della confessione, la specifica opportunità offerta ai penitenti e la responsabilità
dell’autorità preposta. Il riscontro applicativo della norma evidenzia la necessità
di recuperare la dimensione di giustizia della prescrizione e di incrementare soprattutto
la formazione e la motivazione dei fedeli e dei pastori per diffondere
una prassi virtuosa ed edificante.

The supposed “crisis of penance” is a catechetical and faith-life problem that also
touches on clerical customs and modalities. The link between the minister and
the confessional (which has unfortunately become largely neglected) facilitates
preparation and discretion, while also requiring a certain level of attention and patience. Analyzing the origins, content and normative developments (m. p. Misericordia
Dei
) of the provisions of can. 986, this study examines the extent to
which availability is required for the administration of the sacrament of confession,
the specific opportunity offered to penitents, and the responsibility of the
relevant authority. The consequences for the application of this norm highlight
the need to recover the dimension of justice in this provision and to increase the
formation and motivation of the faithful and their pastors, so as to foster a praxis
that is virtuous and edifying.

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