In memoriam: Prof. Don Michelangelo Tábet (Caracas, 24.12.1941 – Roma 7.04.2020)

Lo scorso 7 aprile è scomparso il prof. Michelangelo Tábet, già ordinario
di Antico Testamento all’Università Pontificia della Santa Croce. Il caro
professore ci ha lasciato dopo aver subito le conseguenze della pandemia che
ha colpito il mondo negli ultimi mesi. Lo ricorderemo sempre come uno dei
professori che sono stati presenti fin dai primi passi dell’Università della Santa
Croce nel 1985 e, in particolar modo, per aver contribuito a dare impulso alla
nostra rivista Annales Theologici. Infatti dal 1987 al 1995 è stato membro del
comitato di redazione della rivista, per poi passare – dal 1998 al 2012 – a far parte
del comitato scientifico della stessa. In tutti questi anni abbiamo avuto l’onore
di pubblicare sulla rivista una quindicina dei suoi articoli, nonché un numero
molto considerevole di recensioni, all’incirca una ottantina. In questo primo
fascicolo del 2020 offriamo l’ultimo lavoro che ci aveva inviato, una “Presentazione
del Documento della Pontificia Commissione Biblica, Che cosa è l’uomo? Un
itinerario di antropologia biblica
” e una recensione a un libro del prof. Eusebio
González. Siamo lieti di presentarli postumi in sua memoria.
Quelli di noi che lo hanno conosciuto da vicino, lo ricorderanno per la sua
grande capacità di lavoro. Dopo il suo pensionamento nell’ottobre del 2012 ha
continuato a lavorare in università per alcuni anni come professore emerito, impartendo
corsi per la Licenza in Teologia Biblica e seguendo le ultime tesi di dottorato.
Quando poi l’età avanzata gli ha reso impossibile proseguire l’insegnamento, non
ha smesso di frequentare la biblioteca; piovesse o meno, arrivava puntualissimo
alle 9. Lavorava in biblioteca in un piccolo ufficio condiviso, ma questo non costituiva
per lui alcun impedimento al suo impegno. Pur potendo godere di un bel
riposo dopo una vita di dedizione intensa alla Scrittura, ha continuato a pubblicare:
ben sette libri dal 2012, nonché quattro articoli scientifici e quindici recensioni.
Lui che aveva dedicato la sua vita fondamentalmente all’Antico Testamento, aveva
maturato negli ultimi anni l’idea di scrivere una piccola introduzione al Nuovo
Testamento, e difatti un’introduzione di carattere divulgativo riuscì a scriverla
l’anno scorso (Iniciación al estudio del Nuevo Testamento. La vida de Jesús y de la
Iglesia primitiva
, Edusc, 2019). Pur godendo di buona salute, è vero che non era
più quell’uomo di montagna che era solito partire da Roma la domenica di prima mattina per godersi una giornata abruzzese “saltando per i monti, balzando per le
colline” (Cant 2,8). Alcuni di noi sapevano che da tempo preparava il suo incontro
definitivo con Gesù. Ha dedicato uno dei suoi ultimi libri al commento di un
brano dell’Esodo molto significativo: “Io sarò con te”. Una lettura vocazionale di
Es 3,1-4,18
(Rogate 2015). E sembra che l’attesa si intensificasse progressivamente
perché due anni dopo ha dato alla luce un altro libro intitolato Nell’attesa di Dio.
Una lettura vocazionale di Qoèlet 11,7-12,14
(Rogate, 2017). Ci mancherà, anche
se siamo sicuri che dall’alto del cielo continuerà ad accompagnarci e a proteggerci.
Grazie, don Michelangelo.

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