La ratio e le esigenze della castità sacerdotale nella società secolarizzata

L’articolo, partendo dall’analisi della normativa vigente e delle indicazioni magisteriali,
esplora il fondamento deontologico e razionale del dono del celibato. Nel
contributo si esplicita soprattutto: il collegamento del bene giuridico del celibato
con il carattere e la dinamica dell’Ordine; lo stacco concettuale e normativo
rispetto al voto di castità; il profilo ontologico-esistenziale e non semplicemente
disciplinare della prescrizione ecclesiastica. La condizione celibataria determina
precisi sviluppi o conseguenze operative nella vita del presbitero. La secolarizzazione
e la mondanità costituiscono serie insidie per la castità del chierico in
riferimento all’atteggiamento interpersonale (troppo disinibito e confidenziale),
alla frequentazione di ambienti poco consoni e all’approccio al mondo digitale
(spesso soggetto a erotismo, dipendenza e vanità). La cura del celibato (maturazione
affettiva e capacità di donazione) comporta il concorso virtuoso dell’agente nella
linea della prudenza e della temperanza ed è indirizzata alla paternità spirituale
del chierico.

Starting from an analysis of current legislation and magisterial indications, this
article explores the deontological and rational bases for the gift of celibacy, primarily
delineating the relationship of the juridical good of celibacy with the character
and dynamics of the Order, its conceptual and normative separation with regard
to the vow of chastity, and the not merely disciplinary, but ontological-existential
profile of this prescription of the Church. The condition of celibacy represents a
determining element for certain specific developments and consequences in the
life of the priest, and yet it is seriously threatened by secularization and worldliness,
especially concerning attitudes toward interpersonal relationships (characterized
by an excessive informality and lack of inhibition), the frequenting of environments
inconsonant with the life of the priest, and the approach to the digital
world (often characterized by eroticism, dependency and vanity). Caring for the
gift of celibacy (affective maturity and capacity for self-donation), directed toward
the spiritual fatherhood of the priest, entails the harmonious collaboration of
prudence and temperance.

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