L’umanità di Cristo nel pensiero teologico di Atanasio di Alessandria

Sommario: I. Introduzione. 1. La questione dell’umanità di Cristo in Atanasio. 2. I testi presi in esame. 3. L’esclusione del Contra Arianos. 4. Struttura del lavoro e metodologia. II. Il De Incarnatione. 1. Data di composizione. 2. Motivo e destinatari dell’opera. 3. Struttura. 4. L’umanità di Cristo nel De Incarnatione. III. Il Tomus ad Antiochenos. 1. Data di composizione e destinatari. 2. Motivo dell’opera. 3. Struttura. 4. L’umanità di Cristo nel Tomus ad Antiochenos. IV. La Epistula ad Epictetum. 1. Data di composizione. 2. Motivo dell’opera. 3. Struttura. 4. L’umanità di Cristo nella Epistula ad Epictetum. V. Conclusioni. 1. Evidenze principali. 2. Considerazioni finali.

L’articolo si chiede qual è la concezione dell’umanità di Gesù Cristo che traspare dalle opere di Atanasio di Alessandria più significative al riguardo e se da esse emerga una evoluzione nel tempo di tale pensiero. Si approfondisce, dunque, non la questione anti-ariana della divinità del Logos incarnato, ma come Atanasio, in rapporto con tale divinità, considerasse le proprietà umane di Cristo.

Vengono presi in esame tre lavori di Atanasio, redatti in età diverse: il De Incarnatione, opera giovanile, il Tomus ad Antiochenos, testo della maturità e la Epistula ad Epictetum, scritta poco prima della morte.

Dall’esame delle citazioni scelte in tali testi, emerge chiaramente come Atanasio non possa essere sospettato di cripto-apollinarismo: egli non risulta affatto aprioristicamente e rigidamente legato al modello Logos-sarx e la sua esplicita affermazione dell’anima umana in Cristo – avvenuta in età matura – non può essere considerata un mero espediente di politica ecclesiale. Risulta piuttosto la consapevolezza del Patriarca di dover articolare ed esplicitare chiaramente una concezione che, fino ad un certo momento, non aveva considerato necessario approfondire e dichiarare.

 

The article questions what is the conception of the humanity of Jesus Christ revealed from the works of Athanasius of Alexandria that are most significant in this regard and if an evolution of this thought emerges from them over time. Therefore, it is not the anti-Arian question of the divinity of the incarnate Logos that is deepened, but how Athanasius, in relation to this divinity, considers the human properties of Christ.

Three works by Athanasius, written at different ages, are taken into consideration: the De Incarnatione, youth work, the Tomus ad Antiochenos, a text of maturity, and the Epistula ad Epictetum, written few years before his death.

From the scrutiny of the passages chosen in such texts, it clearly emerges that Athanasius cannot be suspected of crypto-apollinarianism: he is not at all aprioristically and rigidly linked to the Logos-sarx model and his explicit affirmation of the human soul in Christ – made in his mature age – cannot be considered a mere expedient of ecclesial politics. It rather results the Patriarch’s awareness of having to articulate and clearly explain a conception that, until a certain moment, he had not considered necessary to deepen and to declare.

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