Il cambiamento paradigmatico della riforma liturgica postconciliare: dall'actio alla celebratio nella luce dei Padri Latini

Sommario : I. Introduzione : un’osservazione nelle formule offertoriali. II. Bugnini e Casel. III. Celebratio nell’antichità romana e nei padri della Chiesa. IV. Actio nella luce dei concetti romani-pagani e patristici di religio e pietas. V. Actio e celebratio nella riforma liturgica postvaticana. VI. Conclusione : lo sguardo sul centro della liturgia cristiana.

La liturgia è essenzialmente una actio sacra praecellenter (SC 7) della Chiesa universale (SC 26) che ha per fine innanzitutto la glorificazione della Maestà divina (SC 33) e che viene compiuta dai ministri del culto a ciò deputati, con la plena et actuosa participatio di tutta l’assemblea ? O è piuttosto una celebratio della comunità locale in cui i ministri ufficiali si limitano a svolgere determinate funzioni ? Il presente studio dimostra che questa seconda alternativa è stata determinante nella stesura delle Istruzioni per l’attuazione della riforma liturgica postconciliare, ma che – in questo modo – l’intenzione del Concilio Vaticano Secondo è stata recepita in senso unilaterale. Infatti, prendere come punto di partenza la celebratio, si avvicina molto al pensiero della Teologia dei Misteri di Odo Casel (1886-1948) che ha come effetto una divisione del concetto dell’actio. Ma ciò non ha nessun fondamento nella Tradizione patristica, come vuole dimostrare questo studio, partendo dall’uso antico dei concetti di religio e pietas.

Is liturgy essentially an actio sacra praecellenter (SC 7) of the universal Church (SC 26), primarily orientated to the worship of the divine majesty (SC 33) and performed by authorized ministers of cult, while all participate plene et actuose ? Or does christian liturgy principally mean a celebratio of a local assembly, for which the official ministers assume certain functions ? This article demonstrates that the second of these alternatives became decisive for the Instructions for the implementation of the postconciliar liturgical reform, but represents the intent of the Second Vatican Council only onesidedly. This alternative starting-point is close to Odo Casel’s (1886-1948) Theology of mysteries, which resulted in a division of the concept of actio. As the author examinates the use of the ancient Christian concepts of religio and pietas, he proves that this is not founded in the patristic Tradition.

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