Riflessione teologica sulla figura del deus otiosus. Sul rapporto tra comprensione degli esseri intermedi e comprensione di Dio e dell'uomo

Sommario. I. Introduzione al tema: la questione della credenza degli aborigeni nell'Essere Supremo. II. Distinzione tra assenza di culto specifico e oziosità: 1. Analisi dell'oziosità caratteristica di questa figura; 2. Analisi della dinamica del passaggio dalla credenza nell'Essere Supremo alla figura del deus otiosus. III. Il deus otiosus e gli esseri intermedi: 1. La civiltà arcaica europea: la Dea madre e la nascita del pantheon da essa dipendente;  2. Le civiltà indonesiane: esseri primordiali ed esseri governatori del mondo; 3. Il senso pratico della religione nelle civiltà melanesiane e polinesiane: a) Il mana e il successo nella vita; b) Il mana e le  credenze  negli spiriti; c) Oziosità della divinità e operosità degli spiriti. 4. La dimensione morale del processo verso il deus otiosus 

L'articolo si interroga sull'eventuale rapporto tra la credenza negli esseri intermedi  e la concezione che l'uomo si fa di Dio e dell'uomo. A questo scopo, l'A. ritiene significativa la figura del deus otiosus di cui parlano gli storici della religione. Questi non identificano la figura del deus otiosus con la figura dell'Essere Supremo anche se procede da essa; precisamente è la figura del Grande Dio creatore quando l'immaginazione religiosa lo allontana dai sensi e dall'attività concreta del mondo per esprimerne la trascendenza. L'articolo  tenta di precisare per quali dinamiche, oltre a quella testé indicata, si arrivi a questa figura. La ricerca mette in evidenza che non basta riconoscere il senso intellettuale della trascendenza come motivo del processo verso il deus otiosus; esso è sempre dovuto anche ad altri motivi di carattere pratico-sociale, che portano appunto alla ribalta le figure intermedie e concede loro l'egemonia nel culto per i favori che dispensano agli uomini. Di conseguenza, sia teoreticamente che praticamente, la comprensione di Dio e dell'uomo si dimostra in rapporto con la credenza e la venerazione di figure che sono tra il Dio supremo e l'uomo.

This paper analyzes the question of the relationship between the belief on the intermediate beings (spirits) and the concept that humans have of God and man. In this regard, the author considers significant the figure of “deus otiosus,” common among the historians of religions. The “deus otiosus,” say historians, is not the same as the Supreme Being (cannot be identified with the Supreme Being), though it comes from it; precisely the “deus otiosus” is the Great Creator God when religious thought moved it away from the physical/sensorial reality in order to express its transcendence. This article presents the dynamics of this evolution, showing that the intellectual sense of transcendence is not the unique cause of the changes. Indeed, there are other practical and social reasons that facilitated the growing importance of the intermediate beings (spirits) and their hegemony among human religious devotion, even preceding the Supreme Being. Therefore, it is clear that belief in God is interactive with belief in spirits and anthropological vision.