Prassi sacramentale della riconciliazione ed uso del confessionale (II)

Sommario: III. L’obbligo del confessionale nella celebrazione ordinaria della riconciliazione sacramentale (dal 1565 in poi): 1. L’inizio dell’obbligo del confessionale e la riforma nata dal Concilio di Trento: a) I primi vescovi che obbligarono all’uso del confessionale; b) Il senso pastorale di quest’obbligo: il confessionale serve a facilitare la prassi della conversione e la disciplina del clero; c) La riconciliazione sacramentale nell’insieme della pastorale promossa dal Concilio di Trento; d) Il pensiero dei Riformatori sulla penitenza e la sua sacramentalità; e) La dottrina del Concilio di Trento sul sacramento della Penitenza: senso teologico e importanza pratica della centralità della confessione dei propri peccati fatta al sacerdote. 2. La generalizzazione dell’obbligo del confessionale e la diffusione della confessione auricolare e segreta, personale e frequente: a) Le decisioni dei concili diocesani e provinciali; b) Gli interventi della Curia romana; c) Il confessionale negli scritti dei teologi di questo periodo; d) Scienza morale e scienza pastorale nella formazione del clero in questo periodo: conseguenze sulla pastorale della riconciliazione; e) Predicazione e pastorale della conversione in questo periodo; f) La confessione frequente (di devozione) e l’uso del confessionale. 3. Il confessionale nell’odierna pastorale della riconciliazione: obbligo e flessibilità: a) Problematicità della pastorale della conversione nella seconda metà del Novecento; b) Pastoralità del Concilio Vaticano II e pastorale promossa dal Concilio; c) Indicazioni postconciliari riguardanti il confessionale: il nuovo Rituale della Riconciliazione e il nuovo Codice di Diritto Canonico; d) Le indicazioni delle Conferenze Episcopali sul luogo e sulla sede per le confessioni (continua).